di Michele Concilio

Quando alle 5:30 del 24 febbraio 2022 le colonne corazzate russe, obbedendo alle direttive impartite dal presidente Putin, diedero inizio alla “Operazione militare speciale”, varcando il confine ucraino, nessuno poteva immaginare che saremmo entrati oggi nel terzo anno di guerra nel cuore dell’Europa. Una cosa, invece, è certa: da allora il tema della Pace, tenuto piuttosto in un angolino nascosto negli spazi dei mezzi di comunicazione di massa, è balzato fortemente in risalto, suscitando un sussulto di attenzioni nelle coscienze di molti.

 

Volendo gettare uno sguardo, ai giorni nostri, nella nostra città di Ciampino, ci sono stati due eventi che hanno sottolineato l’urgenza di affrontare, riflettere ed agire riguardo appunto la tematica della pace. Di quanto accaduto venerdì 23 febbraio nella Sala Consiliare “Pietro Nenni”, su questo stesso numero della rivista è possibile farsi un’idea leggendo il servizio curato dal collega Michele Bruno Di Giorgio. Con questo articolo, invece, il tentativo di offrire al lettore di “Tempi nuovi” un aggiornamento dell’evento, promosso dal Coordinamento Nazionale delle Città e degli Enti Locali per la Pace ed i Diritti Umani, che si è svolto giovedì 22 febbraio a Roma, in Campidoglio nella Sala della Protomoteca.

L’incontro, di livello nazionale, ha visto la partecipazione, attraverso sindaci, assessori e delegati alla pace, di oltre 100 Città, con un programma denso di interventi di personalità di spicco del mondo politico, civico e religioso.

Per economia di spazio, questi i nominativi dei più autorevoli: Roberto Gualtieri, sindaco di Roma, Dario Nardella, primo cittadino di Firenze, Stefania Proietti, sindaca di Assisi, padre Enzo Fortunato, Direttore della Comunicazione della Basilica di San Pietro, don Luigi Ciotti, Presidente di Libera, con Flavio Lotti, Direttore del Coordinamento degli EE.LL. per la Pace facente funzioni di moderatore.

Chi scrive, nella sua veste di Cittadino Delegato per la Pace, ha avuto l’onore di rappresentare la Città di Ciampino partecipando ai lavori del convegno.

Che cosa è stato detto nella Protomoteca capitolina?

Una relazione puntuale ed esaustiva richiederebbe uno spazio eccessivo e, giocoforza, mi limiterò ai titoli principali emersi dai vari interventi dei relatori.

Per ognuno dei punti segnalati si potrebbe aprire una discussione, con analisi ed approfondimenti del caso. E non è detto che, magari in un prossimo futuro, non si inizi a farlo. Qui, come detto, accontentiamoci di un (lungo) elenco di segnalazioni, vere sfide per chi effettivamente intende operare al servizio della pace.

Con la premessa dichiarata che, come è stato dichiarato in apertura del convegno, questo del 22 febbraio 2024 è un piccolo incontro per grandissime sfide, ecco i punti salienti accennati:

  • La città (e chi la abita e la vive) deve avere una visione collettiva e non individuale
  • Dare valore alle azioni, oltre che alle parole
  • Impegnarsi a comporre le contrapposizioni (esistono contraddizioni nella gestione politica per interessi contrastanti)
  • Le città non possono restare spettatori, ma essere cantieri di Pace
  • Andare insieme, come Sindaci, ad occupare spazi là dove ci sono conflitti
  • Costruire una gestione morale per ottenere la pace
  • Dire NO all’abuso del diritto a difendersi
  • Avere una visione integrale della vita (clima, giustizia sociale, abbattimento diseguaglianze, etc)
  • Aprire percorsi di luce nelle città italiane, portando una fiaccola, a mo’ del tedoforo nelle Olimpiadi
  • Essere artigiani (come dice papa Francesco) di Pace ed inoltre essere educatori di pace
  • Liberare la sofferenza, dando la libertà, il primo dei diritti umani
  • Vincere il male che viene dalla delega assoluta e dall’essere neutrali, senza cioè prendere una posizione
  • Tanti principi ci sono, ma non vengono rispettati (autodeterminazione dei popoli, ad esempio) e quindi battersi per il loro rispetto
  • Intervenire presso il Comitato per le Regioni presso l’Unione Europea, entrando in quelli uffici
  • Passare dallo STATE SECURITY alla HUMAN SECURITY, dove, nei temi della sicurezza e della difesa, la voce delle persone sia più forte di quella delle Nazioni
  • Rilanciare lo spirito originario dell’ONU
  • Pensare a un Digiuno per la Pace
  • Abolire steccati partitici per avere gli stessi orizzonti di pace
  • Andare nei luoghi di guerra, riprendendo l’esempio del Sindaco di Firenze Giorgio La Pira con le “TENDE DI PACE”.

Come si evince da questa sintetica esposizione degli argomenti affrontati, alla luce della situazione che il mondo sta vivendo, nasce l’urgenza di un impegno serio e concreto al fine di dare un contributo efficace alla soluzione dei mali del mondo.

La giornata al Campidoglio ha sottolineato come le Città possono e debbono avere un ruolo fondamentale in tal senso. E Ciampino, in questo, credo debba sentirsi impegnata.

Mi piace chiudere queste righe con le parole di Marina Baretta, assessora alla Pace di Barberino Tavarnelle, prematuramente scomparsa nell’ottobre del 2022, il cui pensiero preminente è racchiuso in queste frasi, che sono il compendio più appropriato a quanto emerso nell’incontro del 22 febbraio scorso: “La pace e la cura sono nelle nostre mani. Come un artigiano plasma la sua creatura cercando di dare una forma alla sua creazione, anche noi oggi siamo chiamati a pensare, ma anche ad agire con gesti concreti, per ricostruire una coscienza, una cultura e una politica di pace che si esprima attraverso la cura degli altri, dell’umanità e del pianeta”.

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